Tempo fa, mentre ero al telefono con una carissima amica a parlare del più e del meno, era emersa una parola che ci riportava indietro con gli anni, alla nostra adolescenza, alle prime uscite in discoteca: ‘Domenichini’. Accanto ai mods, ai metal, ai punk, ai dark, ai paninari…si affacciano sulla scena della società anni settanta – ottanta, questa frangia di ragazzini e ragazzine. I domenichini erano, per chi non li conoscesse, o per chi li chiamava in un altro modo, gli adolescenti frequentatori delle discoteche la domenica pomeriggio.
A ripensarci oggi mi viene da ridere, soprattutto per l’imbranataggine che regnava in noi. Ricordo che si partiva attorno alle 14.30 sui motorini, e chi non l’aveva veniva portato dagli altri, sperando di non venire beccati dai vigili, mentre i più grandi avevano il 125. Si entrava, il tempo di ambientarsi alle luci accecanti ed ai suoni assordanti che subito si alzava la testa alla ricerca di ragazzine da ‘cuccare’…a quell’ora, ovviamente non era ancora arrivata nessuna, ed ecco che si iniziava a parlare della Juve, del Milan, dell’Inter e via dicendo. A metà pomeriggio le prime figure femminili, imbranate come noi maschietti. Frasi di approccio banalissime tipo ‘Sai che ore sono?’ senza aver nascosto l’orologio o ‘Mi sembra di conoscerti’… Se andava bene si trovava una ragazza disposta a scambiare due parole perché, alla fine, gli imbranati sono anche simpatici; una ragazza con cui passare il pomeriggio, fino al fatidico momento del time out: le 19.00! Fuori, sul parcheggio, il padre che l’aspetta. Un saluto, ci sentiamo in settimana, ed il ritorno a casa, in motorino, mentre fuori faceva un freddo della Madonna.

Spesso ci si risentiva davvero e nasceva una bella amicizia; due passi per il corso insieme, l’invito alla partita del sabato, la domenica pomeriggio ancora alla disco. E via per qualche mese…finchè la cosa non diventava più impegnativa o finchè non subentravano le gelosie di turno che facevano crollare un sincero rapporto di amicizia tra due adolescenti. Storie che nascevano e muorivano nel giro di pochi mesi, se non settimane.
Ripenso a questo e non so se essere deluso, arrabbiato, per ciò che era e non è più, ripenso a questo e pur non avendo commesso mai crimini, non sento di avere la coscienza a posto, perché se questa è la società in cui viviamo, non possiamo non ammettere che la società siamo noi. Questa mia riflessione non è tanto sul modo di fare dei ragazzi, puri oggi come allora. La mia riflessione vuole evidenziare le differenze che esistevano 30 anni fa…la sicurezza che c’era allora rispetto ad oggi, la possibilità di attendere i figli nel parcheggio, la possibilità di bere una Coca Cola all’interno senza essere assaliti da spacciatori di pasticche strane, la possibilità di considerare la discoteca un luogo per conoscere gente e conoscersi e dove, se si dava un passaggio ad una ragazza, era solo per portarla a casa e non per violentarla.

I domenichini, no dalle mie parti non li avevo mai sentiti, o forse er oimbranata anch’io a quei tempi… pero’ le “avventure” in disco, sì quelle me le ricordo… un abbraccio!!!
Eccomi …Ciao :****
Tu imbranato in discoteca mentre cacci ragazzine…mmhhh, non so perchè ma la scena non riesco ad immaginarla
A presto, TVB :*
@ Nuvola:
Domenichini era un termine che si usava in alcune zone dell’Italia e magari non è detto che da te si chiamassero così. Credo che in tutti noi siano ben vivi i momenti in cui siamo riusciti ad ottenere il pomeriggio in discoteca. Anche se il massimo della trasgressione con i miei genitori l’ottenni nel ‘79 (a 16 anni) andando di nascosto a Bologna al concerto di Patti Smith…
@ Odette:
Bè, visto che ne parlavo con te…non potevo non farti leggere questo post. A presto, un bacio :*
@ Giorgia:
per l’imbranataggine, ti assicuro che c’era, eccome! Kiss kiss :*
Forse perchè non cacciavo le ragazzine
la prima volta che sono andata in discoteca sono andata una domenica pomeriggio, ma non ho avuto problemi per conoscere qualcuno…io e la mia compagnia abbiamo riempito il minuscolo locale dove eravamo andati
Che fossi una ‘domenichina’ non l’ho mai saputo, però, si, allora era così. L’imbranataggine credo facesse parte di tutti, ma a nessuno importava..diciamo che era solo un modo molto ‘genuino’ di esprimersi. Una cosa bella di allora (e che ora non c’é più, stando a quello che mi dicono i figli) é che almeno c’erano i ‘lenti’: unica occasione per riuscire a guardarsi negli occhi e fare due chiacchiere col pretendente di turno. Ora fanno delle filate da 7 ore e si trovano a ballare come zombie davanti alle casse audio…mah…e la disco serve per lo ’sballo’ più che per conoscersi..qs almeno, é quello che ho recepito!
Allora mettiamola così…una velata timidezza durante la caccia spietata alle ragazzine. Ihihihih, non mi convince comunque
Quante bugie ho dovuto raccontare x poter andare qualche domenica in discoteca!!!! Buon primo maggio Stè, buon divertimento
Yaya
@ Cristina:
Invece noi ci muovevamo in tre o quattro. Una compagnia più numerosa avrebbe avuto difficoltà…a cuccare
Però a quei tempi passavano anche bella musica…era la seconda metà dei 70’s ed esplodeva nel mondo ‘La febbre del sabato sera’…Good times.
@ Anonimo:
probabilmente per la genuinità di cui parli tu. I tuoi figli hanno ragione…oggi la disco è sballo, trasgressione, eccesso mentre ai miei tempi era un luogo per conoscersi, per ascoltare musica, per divertirsi.
Io l’ho chiamata imbranataggine, ma forse era solo timidezza ed un senso di disagio. A quei tempi, ad esempio, davo del tu ad un pallone da calcio, ma ad un complimento di una ragazza diventavo rosso
Grazie del commento ma…perchè non ti sei firmata (hai detto domenichina e quindi dovresti essere una femminuccia)?
@ Giorgia:
Diciamo così…timidezza mentre cercavo di elevare il mio bagaglio di conoscenze etero
Spero che hai questo giudizio di me solo perchè ero un DJ, e non perchè mi conosci
@ Yaya:
Come tante ragazze che conoscevo allora…ehehehe! Buon 1* maggio a te
…non mi sono firmata perché il commento é partito lo stesso..SIGH!…sono Annalisa…SIGH! …non mi hai riconosciuta!
@ Annalisa;
vedi il lato positivo…sei un’ottima attrice:-)
Femminuccia, due figli che vanno in discoteca e di cui avevamo parlato…un pensierino che fossi tu l’avevo fatto, ma non volevo fare una gaffe, dopo quella della chiesa