Oltre che scrivere post più o meno di attualità, più o meno seri, più o meno autobiografici, più di tutto miei, capita spesso, leggendo altri blog, di soffermarmi su pensieri, idee più o meno serie, più o meno sconclusionate, piùo meno originali, ma che sono in grado di trasmettermi emozioni. E’ da un po’ che mi frulla per la testa l’idea di un post, ma non mi è mai scattato quel qualcosa in grado di farmi trovare la metafora giusta per esprimerlo. Almeno fino a ieri, fino a quando cioè ho avuto il piacere di leggere un post che sembrava fatto su misura per me. Si intitola ‘dormire’, ed è stato scritto da Virginia Alba nel suo blog; uno spazio che da diverso tempo è divenuto un appuntamento fisso nel mio girovagare, per la stima che nutro nei confronti di questa artista. E le righe successive sono solo il libero adattamento del mio stato d’animo al suo testo.
Ho sempre più frequentemente notato che la gente è solita parlare, spesse volte a sproposito, affermando cose non vere e promettendo situazioni che già sanno di non essere in grado di mantenere, per negligenza, per superficialità o per supponenza. Il loro parlare esprime parole che escono senza controllo, senza filtri e tutte allo stesso peso; parole che invece dovrebbero distinguersi tra loro, perché ne esistono alcune ‘impegnative’ che dovrebbero essere pesate e pronunciate solo dopo attenta riflessione. Sono parole che hanno significati importanti e vitali per chi le riceve, parole che rappresentano il porto sicuro dove attraccare la nave, alla fine di un viaggio attraverso il mare in tempesta. Non ti sembra vero di aver trovato quel porto, quella quiete, di aver superato la burrasca, proprio quando ti accorgi di non poterci più restare, o non volerci più restare, ed allora preferisci ritornare in mare aperto, volente o nolente. Gli abiti bagnati sono come una seconda pelle, il cuore un pezzo di ghiaccio che non riesce a sciogliersi senza più calore attorno, ma semmai a frantumarsi. Il freddo dell’acqua gelida non aiuta, e sei di nuovo ‘on the sea’ a lottare contro parole, promesse, illusioni, speranze.

Credevi di aver concluso quel viaggio, di avere trovato la serenità, la gioia, la felicità…ma era utopia. In quel porto, solo apparentemente riparato dalla tempesta, scopri in realtà che di te non è rimasto nulla, hai dato quando non avresti dovuto dare, hai perso quando avresti dovuto vincere, hai visto solo immagini astratte dove avrebbe dovuto esserci la realtà. Una realtà che svanisce con lo svanire di quelle che avrebbero dovuto essere certezze. Sei disorientato, ti sei perso ancora, hai perso le tue cose, buttate, rubate, accomodate, sfruttate. C’è chi se ne è appropriato indebitamente e lo stesso ha fatto con i tuoi sentimenti e le tue emozioni. Richiedi indietro ciò che ti appartiene, che è tuo, perché ti serve per non perderti, affondi senza possibilità di risalita e perché in fondo, a loro, il tuo cuore ghiacciato non serve.
Ciao Ste…”dormire”…e’ quello che faro’ molto presto….ho proprio sonno…visto che la mia baby piu’ piccola non mi fa “dormire la notte”…ciaoooooooo…buon w.e.pieno di cose belle, spero!!!
ho conosciuto persone che le parole le usano senza dare un peso,UN SIGNIFICATO VERO ED AMOREVOLE. nn vorrei pensare che l’abbiano fatto solo per il piacere di far male, parlando di sentimenti. NONOSTANTE CIò ,NN CREDO + ALLE PAROLE !! QST DEVONO ESSERE UNITE AI FATTI,ALTRIMENTI SONO ,PER ME,SOLO SUONO E VENTO….!! BUON WEEK END
@ Nuvola:
Il week end non è stato il massimo, anche a causa di un tempo bruttino
Allora…buon riposo
@ Pacshe:
No, neanch’io penso che venga fatto per cattiveria. Ma comunque, alla fine, il risultato è lo stesso. Ciò che dici è giusto, anche se in molti casi, all’inizio, i fatti supportano le parole; poi, come d’incanto, queste ultime rimangono lì, sole, senza essere più supportate. E tu a chiaderti perchè…è questo un po’ il senso del post.
Ciao Stè, bellissimo questo post…le tue parole come ogni volta sono per me motivo di riflessione.
Buona Domenica sera e buon inizio settimana,
un sorriso Yaya
grazie del benvenuto ^_^
Chi deve riprendere il mare deve fare andare i motori ugualmente, e il suo cuore non può rimanere ghiacciato. Deve servire per andare avanti, sempre e comunque, perché ognuno deve ricordarsi di valere, nonostante gli altri, nonostante il dato e non ricevuto. Nonostante le speranze siano morte, il suo VALORE rimane!
Mi é venuto in mente Silas Marner, credo di COLERIDGE. ne ricordo il ritornello, pieno di assonanze che danno l’idea di una solitudine immensa
‘ alone, alone..all all alone…in a lonely, lonely sea…..’
@ Yaya:
Buona settimana a te e, se le mie parole ti danno uno spunto di riflessione…bè può farmi solo piacere.
Stavolta le mie parole hanno trovato lo sfondo di un argomento ‘rubato’ da un blog che leggo molto volentieri. Avevo questo qualcosa da tirare fuori, ma non trovavo dove ambientarlo
@ Anonimo:
Prego ma…perchè non hai lasciato la tua firma? In questi giorni ho lasciato solo un msg di benvenuta a Iskah…sei tu o devo ringraziare qualche altra persona della visita e del messaggio
@ Annalisa:
Il ritornello che tu citi inneggia alla solitudine, è vero…anche se qui parlo di abbandono da parte di chi si vende come amico e poi ti volta le spalle. Ma la cosa, e qui sta la positività del post, è la consapevolezza di ciò, l’autostima e quindi ad uscirne vincitore è il protagonista e nessun altro. Avessi scritto questo post sei mesi fa, vedrei la scena molto più tetra…oggi ci rido su, anche grazie a figure nuove e positive, entrate nella mia vita.
Il mare è visto come l’emotività della vita, il desiderio di emozioni, di sensazioni, di passione…il porto è la serenità, la tranquillità di aver raggiunto, o pensare di aver raggiunto, la pace dei sensi, il Nirvana. Quando eri in alto mare, avevi tanta gente disposta a lanciarti un salvagente ma, una volta arrivato a riva, scopri che ad affondarti, ci pensano ora proprio loro
“Parole, parole, parole.
Quante parole riecheggiano nella mia mente. Creano confusione. Fanno piacere o intristiscono.
Per me hanno un’enorme importanza, soprattutto quelle legate ai sentimenti e alle emozioni” così ho iniziato tempo fa uno dei miei post…le parole….il modo necessario x comunicare, anche se spesso si perde il reale significato legato ad ogni singola parola
@ Cristina:
Dovremo essere ben consci che, oltre ad un significato, le parole hanno anche un peso. Spesso mi hanno soffrire, ad esempio, proclami di amicizia svaniti nel giro di tre mesi…persi nel vento come le parole stesse. E fa male…fa molto male.