Ho da poco terminato la lettura di un libro che mi ha davvero colpito moltissimo, che mi ha fatto riflettere sulla realtà del nostro tempo, al tempo stesso così apparentemente lontana dalla nostra vita. Il libro si intitola “Strada Provinciale 3″ ed è l’ultimo lavoro letterario di Simona Vinci, scrittrice e giornalista milanese, ma bolognese d’adozione. Anche se il suo esordio letterario risale al 1997 con “Dei bambini non si sa niente”, venni a conoscenza delle sue qualità solamente lo scorso anno, con “Stanza 411″. All’inizio di quest’anno ho avuto il piacere di leggere su Panorama un suo articolo sulla situazione di chi vive ai margini delle vie che tagliano le campagne emiliane, e ne rimasi molto affascinato, ricevendo risposte ai mille dubbi che mi ponevo sulla qualità della vita degli abitanti del luogo, avendo avuto occasione di percorrerle migliaia di volte. Dal servizio giornalistico a “Strada Provinciale 3″ il passo è stato breve ed il piacere di sprofondare in quella righe idem.
La protagonista del libro è Vera, una donna che all’inizio del racconto troviamo correre lungo la linea bianca che delimita la SP3, tra camion, gas di scarico, folate di vento caldo che solo per caso non la investono e che dopo varie vicissitudini, alla fine, ritroviamo nelle medesime condizioni. Fugge da qualcosa o da qualcuno perché deve o perché vuole, che cosa nasconde di astratto nella sua anima, e di materiale nel suo zaino, unica cosa rimastale, oltre a se stessa, al suo sguardo a volte pauroso a volte determinato, al suo corpo fragile ma resistente al punto da non impedirle di correre? Il racconto si snoda in una realtà che vive ai margini, la realtà della provincia italiana, dove teoricamente non dovrebbe esserci nulla, mentre in realtà c’è un mondo che vive di luce propria. Un mondo fatto di sentimenti, di umanità, di incontri, di aiuti. Un mondo fatto di persone che oggi sono considerati ai margini del motore che si chiama vita, un vecchio, una donna che si regge a malapena in piedi, un extracomunitario. Figure tra le più scomode, ma in fondo le più vere.

Simona ci porta con maestria in questo mondo, dandoci quasi l’apparenza di viverlo in prima persona, grazie alla precisione delle descrizioni, sempre molto accurate, di paesaggi, di situazioni e di caratteri dei protagonisti; il tutto grazie anche e soprattutto ad un linguaggio schietto, duro, aspro, ma che rende molto bene l’idea di ciò che vuole dire. Una campagna padana piatta, paesi dove sembra si sia fermato il tempo, casolari colonici apparentemente d’altri tempi, latrati di cani che abbaiano ad ogni passaggio sono solo alcune chicche di questa storia. E poi c’è lei, Vera, con la sua corsa, con la voglia di dare un senso alla vita, alla ricerca di quel significato su cosa significhi essere o credere di essere liberi.
Una storia a mio modesto parere bellissima, toccante e commovente, una storia di cui percepisco l’atmosfera avendone respirato, nel bene e nel male, i profumi e gli odori, la disponibilità e l’ospitalità della gente comune; una storia vera, che porta alla luce un aspetto dei nostri tempi, quello più umile, una storia che inevitabilmente riporta alla mente road movie americani sulla linea di Easy Rider, di Thelma e Louise, della voglia di fuggire alla ricerca di quella necessità di essere liberi. E non a caso, tra tante frasi, questa è quella che ritengo più significante “Sei libera, pensa. Sono libera, e sto correndo”.
Il libro è stato finalista al “Premio Letterario Nazionale Rapallo Carige per la donna scrittrice”, tenutosi nella cittadina ligure pochi giorni or sono; la scelta è avvenuta, tra 84 opere, con la seguente motivazione da parte della giuria: “Il romanzo racconta il sogno, forse l’incubo di sparire. È un libro di viaggio ’sulla strada’, ma forse più propriamente di viaggio nella mente e nell’anima. Un libro aspro sul marginalizzarsi, sui bordi del mondo e della modernità, che cerca la vita al perimetro estremo della vita stessa”.
Come al solito sei contagioso…e cpme tu sai adoro i libri…quello che mi manca e’ sempre il tempo…pero’…ci faccio un pensierino quando ho finito il libro in corso…Un bacione! :-*
Su tuo consiglio ho letto il libro e, conoscendo alla perfezione la zona, ci ho trovato davvero tanta verità nelle parole della Vinci. Uno spaccato realista della provincia italiana, quella sconosciuta ai più. Brava l’autrice e grazie a te per farci conoscere queste chicche. Un bacio :*
quando corro provo una grande sensazione di libertà…ma non penso…i pensieri svaniscono come le ombre della notte quando sorge il sole
ciao caro Stè… passavo a leggerti in silenzio, ho un periodo piuttosto incasinato… spero tu abbia trascorso bene le vacanze… e complimenti di cuore alla tua piccola per essere stata così brava a scuola, sono belle soddisfazioni per tutti… eri nei miei pensieri anche se da lontano…. ora ho deciso di prendermi un momento di pausa, mi sento stanca, sotto tutti i punti di vista e spero di risolvere al più presto le cose, anche se a volte la vita e le persone sono davvero difficili da gestire… ti lascio il mio grande e sincero abbraccio…. e ti auguro un mondo di bene… buon tutto… un bacio… Emy (tessy)
@ Nuvola:
Parlo solo di ciò che mi è piaciuto e che penso di consigliare alle persone per il piacere di una bella lettura. Poi, è naturale, uno deve ’sentire’ ed entrare nell’atmosfera che ne viene fuori…ma so che per te non è un problema, Se lo leggi poi mi saprai dire
@ Chris:
E’ chiaro, come ho detto sopra a Nuvola, che chi vive la realtà di quei luoghi, a maggior ragione si sente dentro la vicenda. Il merito è tutto della Vinci, che ha scritto un bellissimo libro e che, visti i riscontri, non sono l’unico ad avere apprezzato molto.
@ Cristina:
C’è una certa differenza tra correre e scappare…ecco perchè tu non pensi mentre corri. Tu, che sei una divoratrice di libri…non ti è mai capitato sotto mano? Kiss :*
@ Emy:
Sono io che devo ringraziarti di tutte le belle parole che dici sul mio conto…sai che la stima e l’affetto sono ricambiati. Su te…ho scritto tutto in pvt. Ti sono molto vicino, carissima amica mia :-*
Ciao Stefano, io passo sempre anche se non mi vedi
Un abbraccio e buona serata!!! Katia
@ Katia:
Buona serata a te!
Ciao Katia…sei sempre la benvenuta, lo sai