E’ passato un po’ di tempo da quando indossai un bel paio d’ali con lo scopo di volare, volare lontano, oltre l’orizzonte, verso spazi infiniti; è stata dura indossare quelle ali, è stata dura assistere alle lezioni di volo, è stata dura farlo da solo, è stata dura farlo…sapendo di perdere le solide fondamenta di tutta un’esistenza. Ho imparato, con mille difficoltà ma ho imparato a volare…e da lassù ho scoperto mondi dorati, stupendi ed immensi, unici. Poi, naturalmente, ho sentito il desiderio di voltarmi, perché comunque anche l’incoscienza ha un limite…perchè comunque anche la ragione, pesa.
Seguii il mio cuore, come ho sempre fatto nella vita, seguii quel cuore ribelle che mi portò fuori di casa a soli 20 anni, in un mondo crudele e spietato, in un mondo dove comunque riuscii a togliermi le mie soddisfazioni. A vent’anni si può essere incoscienti…ma oggi, malgrado il cuore dica una cosa, nella mia situazione non posso fare altro che aspettare; vivo scenari apparentemente normali, ma che fanno male, molto male…e nella mia condizione posso solo dire sì. Ho bisogno di capire, di sapere, ho bisogno di certezze…quelle stesse certezze che ho perso volando da Lei. Ho bisogno…ma mi servirebbe meno tempo se qualcosa mi facessi capire anche tu; se mi dicessi cosa provi oggi, perché sei sfuggente, cosa dice il tuo cuore, diventato improvvisamente freddo e distante. Io trovai coraggio dopo un bicchiere d’acqua bevuto da solo, e se hai bisogno anche tu…vai di là ed ascolta il tuo cuore.

Non so se la nostra storia l’ha scritta il destino e ce la siamo scritta noi contro di esso, non so se è così…ma quando rivolgo lo sguardo al cielo mi chiedo, cosa avrei potuto fare di più, come avrei potuto impedirti di scappare. Dicevi che dovevo essere tranquillo, che non dovevo temere nulla, che eri sincera con me…ma malgrado avessi fatto tutti gli sforzi per convincermi di ciò, mi rimase davvero difficile. Non lo era credere alla tua sincerità, ma capire quanto spazio mi davi nella tua vita, quanta voglia avevi di correre ancora insieme su quella spiaggia infinita, in quelle serate estive, in quelle nottate estive, dove la spiaggia era la nostra casa, il nostro villino infinito.
Le due di notte, sono alla finestra, guardo le stelle mentre sorseggio una Bud, devo andare a letto ma non ho sonno. Penso se tu, lontano da me, stai dormendo, se soffri la tua solitudine…semplicemente penso se stasera stai piangendo anche tu, perché senza accorgermi, una lacrima ha rigato il mio viso.
il mio volto è rigato dalle lacrime da diversi giorni…”sta tranquilla” è una frase che sento ormai da tempo…non riesco a stare tranquilla…io ho donato amore sincero, puro e leale, ma, e non so il perchè, vince sempre la menzogna…
ieri sera ero seduta in terrazza e guardavo il cielo…gli ho affidato le mie lacrime, il mio dolore e il mio amore…un giorno, forse, capirai che sono stata sincera fino in fondo…un giorno forse….
non mi firmo…hai capito chi sono te che mi “senti” quanto sto male….
…uhm…vena nostalgica…un abbraccio consolatore…:*
Nella vita è spesso difficile capire che non puoi…ed allora, pur con il dolore dentro, hai la coscienza a posto per avere fatto ciò che dovevi fare. Lei starà male come te ma, mentre la pensavi, forse dormiva…girandosi però nel letto, in preda a chissà quali pensieri.
Sai benissimo che la vostra storia l’avete scritta voi, e non senza sacrifici. Forse era giusto così, o forse no…ma so che quella lacrima, scesa oggi, non è amara ma un dolce ricordo. Basta soffrire Stè…non lo meriti :*
E’ sempre difficile immaginare quanto l’altro ci stia pensando…se sta male quanto lo stiamo noi o semplicemente se provi quello che proviamo noi …asciuga la tua lacrima Ste’ e vivi…:)) Parto qlc giorno ..per il mare..e te sai quanto ne sia felice…a presto..un grande bacio!!!
Spesso anche io mi chiedo” forse avrei potuto fare di più?” Però poi questa è una conseguenza di quando stiamo male, di quando magari abbiamo perso o abbiamo paura di perdere qualcosa o qualcuno a noi caro. Difficle capire, specialemnte se non possiamo condividere. Ecco, la condivisione è cià che ci lega profondamente a qualcuno. Nel bene e nel male e quando siamo soli e pensiamo da soli…è tutto + difficile. Un abbraccio Ste. Katia
@ Anonimo:
Stavolta, anche senza firma, so benissimo chi sei
Credo sia un po’ l’eterna lotta tra il bene ed il male…solo nelle favole alla fine vince il primo. Ma le due storie, la mia e la tua, sono molto diverse; da me non c’è stata mai menzogna, da nessuna parte. Le paure erano, come dico nel post, lo spazio che avremo potuto garantirci…troppo poco per quanto è stato grande il nostro amore.
Il tuo cielo avrà apprezzato ciò che gli hai dato…ma non è lui la figura a cui concedere il tuo animo…lui avrebbe capito, come ha capito me.
@ Cristi:
Grazie :*
Solo una riflessione ed un piacevole ricordo…per fortuna nessuna nostalgia. Azz, perchè l’ho detto…quell’abbraccio consolatore mi avrebbe fatto davvero piacere
@ Giorgia:
Effettivamente non so chi tra noi è stato peggio…spero davvero che Lei riesca a trovare quella felicità che merita. Ed io…bè, ho superato molto bene, anche grazie a te. Infatti il post è solo una riflessione
@ Chris:
Promesso…non soffro più :*
Esattamente…non è una lacrima di dolore, ma di gioia verso una persona che mi ha dato momenti memorabili
@ Nuvola:
Il mio ‘chissà se mi pensi’…nascondeva la speranza che Lei effettivamente dormisse, perchè significava che stava bene. La lacrima, come ho detto sopra, è solo un momento di emozione, nulla più…non c’è dolore :*
Buone vacanze e…buon mare
@ Katia:
Il post, come ho detto sopra, è un momento di riflessione che mi ha accompagnato in una notte che non avevo sonno, mentre mi bevevo una birra. Non c’è nostalgia, nè rammarico per ciò che è stato. Di più non si poteva, si trattava solo di fare una scelta…ma non credo fosse quella giusta. Ed il pensiero per Lei…era fatto con la speranza che fosse felice. Un bacio Katia e…grazie :*