Lidi ferraresi, una calda serata estiva fa da cornice al rientro da un viaggio che speravo fosse di piacere, ma che di piacere ha ormai ben poco, visti gli eventi della serata. Una velata foschia si alza dalle campagne e la strada provinciale, leggermente rialzata rispetto ai fossi che delimitano i campi adiacenti, diventa pericolosa. Guido concentrato, pur conoscendo bene quelle zone. I luoghi mi corrono addosso, dissolvendo il presente in un’astrattezza di ricordi e di sogni. Una miriade di volte, da ragazzo, ho fatto quella strada, una strada che ho ripreso a percorrere spesso in questi ultimi tempi.
I motivi sono sempre stati felici, gioiosi, allora come adesso, e per questo, pur se concentrato alla guida, immaginavo di leggere in musica i colori, e la fuga di immagini si dilatava in sinfonia. A tratti un adagio morbido, in linea con i lontani colli Euganei che tanti ricordi generano in me, sovente un dolce tintinnio di note in controluce tra gli alberi. Una melodia che cambia in un crescendo tempestoso, come l’onda del mare che si infrange sugli scogli. La forza del vento, un vento di cambiamento, mi trascinava via dal posto di guida. Io, piccolo Icaro in balia della luce, sognavo di poter volare. Una sorta di magia, pura ed incontaminabile, mi portava verso l’assoluto.

Illusioni, oggi posso chiamare illusioni quelle visioni di un tempo neanche troppo lontano. E stasera, su quelle strade a me familiari, ne ho la certezza. Mi chiedo se troverò mai quello sto cercando, o se il destino umano è unicamente quello di cercare. Il procedere della vita è un susseguirsi di spostamenti della linea dell’orizzonte, verso l’infinito. Fuori dal finestrino la nebbia si alza dai campi e disegna uno spettacolo unico, capace di trasmettere emozioni incontaminate. Penso che, se l’universo è rotondo, corriamo il rischio di ritrovarci dove siamo partiti, forse neppure accorgendoci. Ma il tempo passa e corriamo il rischio di non riconoscere quel posto, perché tutto è cambiato. Ma può darsi che tutto dipenda dalla velocità del pensiero.
Ed ecco che la cosa più importante non è trovare quello che si cerca, ma trovare le persone giuste insieme alle quali cercare.

Grazie per il commento che mi hai lasciato…di sensibilità e concretezza…
Bello questo post di leggere la musica a colori…bacio^__^
Solo da una folle mente come la tua posso materializzarsi simili immagini. Ciò che dici lo vedo già proiettato su un quadro, dipinto a metà tra tinte sfumate (lo sfondo del paesaggio) e tinte forti (i primi piani di alberi, onde del mare)…E quanta verità in quelle parole, la ricerca continua alla base della nostra esistenza ma, soprattutto, la ricerca di una persona, quella giusta, che sa capire e condividere gli scenari di una pazzia latente. Ed è così bello lasciarsi trasportare da questa follia portata dal vento…
sai cosa leggo nelle tue parole? dispiacere con un punta di dolore…non mi piace questa tua visione…leggo amarezza….
Accidenti quanto sei ermetico questa volta. Non so, mi rimane difficile capire cosa intendi e non vorrei prendere abbagli. Su una cosa sono d’accordo però…il destino di noi esseri umani è sempre quello di cercare. Io cerco sempre di migliorarmi e spesso, grazie anche a qualcuno che mi aiuta a farlo, ho trovato e visto tante cose che da sola mi sarebbero sfuggite.
@ Luxxil:
Il commento che ho lasciato è ciò che penso relativamente alle tue parole. Penso che ogni individuo con un minimo di sensibilità non può non rimanerne piacevolmente colpito, non banalizzando il concetto che ci sta dietro. Il tuo è un post molto bello, pieno di speranza.
Su questo invece ho cercato di mescolare due cose positive come la musica ed i colori, ad un malinconico paesaggio…ed anch’io ho voluto trasmettere la voglia di guardare avanti. Grazie Giò, un bacio :*
@ Giorgia:
Tempo fa qualcuna mi disse che vivo un equilibrio sopra la follia…e questo post vede la predominanza della seconda fase, ma neanche più di tanto. Per me è molto lucido, vedici un po’ ciò che ho detto sopra a Luxxil…lasciare alle spalle un paesaggio bello ma malinconico, e colorarlo di luci e suoni. Questa è la vera magia, la volontà di continuare a cercare finchè non sei soddisfatto di ciò che hai e, finchè non l’hai trovato, di sognare. Follia portata da un vento…sì, il vento del cambiamento e della presa di coscienza
@ Francy:
Nelle mie parole ci sono amarezza e dispiacere per la piega che certe sensazioni e certe vicende hanno preso. Dolore no, quello proprio no. E’ come un calciatore che prima di scendere in campo si fa un’iniezione di antidolorifico. Ormai il dolore non lo sento più.
Ma la solarità che trasmettono i suoni ed i colori con cui ho voluto spegnere un paesaggio fatto di nebbia e malinconia, la dicono lunga sulla voglia di guardare avanti, così come estremamente significativa è la frase finale…a volte può anche giungere il momento di smettere di cercare le cose. Quando ce l’hai vicino a te :*
@ Flavia:
Nulla di particolarmente eclatante, solo la riflessione di un rientro a casa, dopo una serata mista di malinconia ed un libro che si chiude. Anche se sono un eterno insoddisfatto, so però capire i miei limiti e gli spazi in cui muovermi, trovandoci la mia dimensione…dove non ce la faccio, esiste sempre la capacità di sognare. Un bacione :*
…si ma l’antidolorifico dura un’ora massimo due ore e il dolore ritorna…
@ Francy:
Scusa, visto che ufficilamente lavoro nel settore…posso rilevarti che ce n’è uno il cui effetto è permanente
@ Francy: