“Per i giorni lunghi che non sai come andrà a finire, per tutti gli specchi che hanno visto il tuo viso cambiare“…prendo spunto da questi versi per parlare di un concetto a me molto caro. E’ l’esempio di come si possono avere le risposte che cerchi in una donna, dalla relazione con questa donna, attraverso gli occhi di un’altra. No, non mi sono fumato cose strane o allucinogene, semplicemente ho vissuto una situazione di quelle surreali che mi hanno permesso di collegare le due cose.
Beatrice e Jenny hanno molti punti in comune ed alcuni diversi, come spesso accade. Entrambe fisico snello e slanciato, entrambe more, entrambe con occhi talmente espressivi, che non necessitano di ulteriori chiarimenti quando sono a diretto contatto con i miei. Ma così come è misteriosa ed enigmatica l’una, è sorridente e solare l’altra. Ed è stata una sensazione strana essere vicino a Jenny, parlare con lei, osservare i suoi occhi e leggerci non solo ciò che stava dicendo, ma allo stesso tempo in cui un brivido di terrore mi percorreva la schiena, trovarci le risposte che non ho avuto da Beatrice. Era come certe scene di un film dell’orrore dove alle tue spalle passa il fantasma che ti porti dietro.

Gli occhi di Beatrice, per molto tempo, sono stati lo specchio di un’anima felice, di una donna che sembrava aver trovato la sua dimensione, ciò che cercava. Poi, nel consolidamento della storia, qualcosa è cambiato, inevitabilmente. Lo sguardo innamorato di quei momenti ha cambiato intensità, si è affievolito ed io, troppo preso da lei e dal trasmetterle me stesso, ho commesso l’errore di non accorgermene. Non è servito a nulla poi gridare che non è vero e dare pugni sul muro. La verità è che qualcosa cambiava in lei, nei suoi occhi e nel suo visto, mentre io, forse perché la vedevo ogni settimana, non me ne ero accorto. La storia è finita, con le risposte impiccate in gola, senza che uscissero fuori, lasciandomi quel leggero sapore di amaro in bocca.
Alcuni mesi passano nella malinconia totale poi, all’orizzonte, si staglia la figura di Jenny. Nell’espressività dei suoi occhi leggo parole perse nel tempo e, a mente fredda, li trovo così vicini alla prima Beatrice, ed al tempo stesso, così lontani dalla seconda. Occhi caldi, occhi che sorridono, occhi trasmettono amore, occhi lucidi di commozione quelli di Jenny, che si contrappongo a quelli freddi, lontani, distaccati, asciutti di Beatrice. Anche a questo servono le nuove esperienze, a far riflettere sui segnali che ci sono stati e che non ho percepito nel durante. Ma oggi so, e farò tesoro di questa esperienza. Per evitare che con Jenny si ripetano simili situazioni di mediocrità che tanto male mi hanno lasciato.
Le esperienze dovrebbero insegnarci proprio a non ripetere gli errori..ma, e parlo per me, non sono convinta che sempre si impari:)
Ci sono persone che sanno mentire molto bene anche con gli occhi. E spesso ti fregano che neanche te me accorgi. Ma se tu sei riuscito a vederci tutte queste cose..alzo le mani. Dove sei, assassino..
Per quanto ne ho capito finora, la dedizione non basta. Come diceva una vecchia canzone, l’amore é uno zingaro e va dove vuole. Finché esiste, bene, se se ne va, non serve nemmeno aver regalato la luna, e l’espressione di quegli occhi non tornerà mai come prima.
Secondo me è vero il detto che gli occhi non mentono mai. Con questo non voglio andare contro al parere di Flavia…ciò che dice lei, io lo vedrei come un ‘avere la capacità di recitare con gli occhi e far assumere loro espressioni volute’. Qualcuno ci riesce meglio altri meno. Anche se, ripeto non sono gli occhi di chi si esprime a mentire, ma è chi ci legge dentro, molto spesso, a volerci vedere ciò che vuole…come se sfuggisse (o gli facesse comodo così) alla verità. E ciò che hai passato tu è questo, non hai voluto leggere negli occhi di Beatrice che tra voi era finita.
Sicuramente il campanello d’allarme è suonato e farai tesoro dell’esperienza passata. Ma attento che non è sempre così…scontata la cosa
Scusami, quella sopra sono io, Giorgia
@ Cristi:
Sempre sicuramente no…ma credo che le esperienze servano a ridurre la possibilità di ripetere errori. Della serie ’sbagliare è umano, perseverare è diabolico’, no? Poi, se una persona ascolta più il cuore della ragione…non è certo aiutato
@ Flavia:
Non so…a me, quando è capitato di leggere una cosa negli occhi diversa da quella che mi veniva detta a a voce…mai è stato come ho ascoltato. In questo ho sbagliato io a non rendermi conto delle avvisaglie che quegli occhi mi trasmettevano.
P.S. Dove ero semmai…e semmai dove andrò
@ Annalisa:
Già…il cuore è uno zingaro e va dove vuole. Ma gli occhi restano lì, a dirti ciò che avresti dovuto ascoltare. Non torneranno come un tempo, ma avrei dovuto vederli cambiare…e non l’ho fatto quand’era il momento
P.S. Mi ha fatto piacere rileggerti qui
@ Giorgia:
Penso che ci siano persone che vogliono provare ad ingannare l’altro anche con gli occhi. Ma se ci riescono è perchè siamo noi a permetteglierlo…a non essere abbastanza profondi da capire il significato di certe espressioni. E probabilmente ho dato per scontato troppe cose, visto che, rivedendo certe luci in Jenny, mi è stato tutto chiaro. Non avevo sentito suonare quel campanello d’allarme di cui parli tu, effettivamente. E con il senno del poi…ce ne sono stati eccome! Farò tesoro di quest’esperienza, anche se non m’illudo che mi preservi da altri errori.
…a me gli occhi di una persona hanno tratto in inganno e ora, purtroppo, non riesco a leggerli e mi pongo sempre in modo “malfidato” nei confronti di chi mi è accanto…
@ Francy:
Poniti questa domanda…sono quegli occhi che ti hanno ingannato o sei tu che li hai visti in modo sbagliato, non percependo quei campanelli d’allarme di cui si parlava sopra? Secondo me è la seconda ipotesi, ed in fondo è lo sbaglio che feci anch’io con Beatrice. Solo che oggi non devi porti in modo malfidato, ma semplicemente tenendo aperti i tuoi, di occhi
a volte lo sguardo dice più di mille parole…
@ Anonimo:
Sicuramente…della serie ‘parlarmi senza dire niente’…
P.S. Ma perchè non ti sei firmato/a?