Stamattina mi sono svegliato pensando ad una cara persona che ho avuto il piacere di conoscere grazie a questo mondo, di nome Barbara. Ora lei non è più presente sulle mie pagine, ma a suo tempo mi ha lasciato parole che rimarranno sempre bene impresse nella mia mente. Su tutte il post che scrisse nel blog che avevo su Libero, facendomi omaggio di alcuni suoi pensieri. Amai tantissimo quel regalo, per la condivisione dei concetti che dallo scritto emersero, scritto che riporto integralmente:
Tra amicizia e amore c’è quella che io chiamo “la terra di nessuno”, nella quale ti ritrovi spesso a giocare in due…
Uno di quei due corre a perdifiato, per riuscire ad oltrepassare il confine dell’amore, sapendo che appena oltre si apre un mondo fantastico, tutto da scoprire…
Forse, anche pieno di insidie ma, se ci crede davvero, riuscirà ad aggirarle e proseguire il cammino verso una meta che ha il colore del sole e il sapore del miele.
Succede anche, però, che l’altro lo segua per un po’ e poi cominci a rallentare…
E che per ogni passo fatto in avanti, ne faccia due indietro… fino a ritrovarsi al confine opposto, oltre il quale c’è comunque un mondo bello da scoprire e da vivere ma con uno spirito decisamente diverso: con meno implicazioni, con meno timori e meno insidie.
A quel punto, perciò, inizia una sorta di tiro alla fune: uno strattone secco e ti sembra di aver già vinto la gara… ma è solo questione di pochi attimi…
Nella certezza della vittoria, hai abbassato la guardia quel tanto che basta al tuo astuto avversario per approfittare della tua defaillance. Un piccolo errore ed ecco che ti ritrovi nuovamente al centro di quel parco giochi, decisamente intrigante ma dai contorni indefiniti, in cui non sai mai come giocare, perchè non conosci bene le regole del gioco…
Mentre quelle dell’amicizia -da una parte- e quelle dell’amore -dall’altra- risultano chiare e semplici nella tua mente… lì, le regole vengono confuse, mescolate, talvolta usate incautamente.
Nella terra di nessuno si gioca a nascondino, si gioca a rincorrersi, a tira e molla e quando si ha il fiatone ci si concedono delle tregue: dolci e tenere, cullandosi nel letto dell’amore o gioiose e spensierate, nel mondo dell’amicizia.
Ma arriva il momento in cui non hai più voglia di giocare e devi decidere quale confine oltrepassare, devi fare il passaporto e prendere la residenza fissa.
Da una parte o dall’altra. Con il rischio oggettivo di ritrovarti da solo…
ma consapevole della necessità di aver dovuto fare una scelta matura, definitiva e… stabile.
Per te stesso… e per chi ha ‘giocato’ insieme a te.
Il gioco è bello, finchè dura poco… e arriva sempre il momento in cui non si ha più voglia di giocare…
Sono passati quattro anni ormai da quando ho letto per la prima volta queste parole, e se le ho postato qui oggi è perché le vedo sempre di un’attualità disarmante, per me, ma sicuramente per molte altre persone.

Invito che passa di qui a riflettere sui rapporti che stiamo vivendo, a vedere in profondità senza fermarsi alla più abbordabile e visibile superficie. Un invito a guardarsi dentro, a guardare dentro chi è di fronte a noi per capire in che zona del parco giochi ci si trova. Un invito a chiarire, a non avere paura di parlarsi per il timore di restare soli. Se si è chiari non si può perdere una persona importante, perché sicuramente saprà capire e rispettare l’altro. Ma sarebbe un delitto vivere un rapporto sbagliato per non aver chiesto, sarebbe un delitto vivere una storia d’amore se non ci sono i presupposti, sarebbe un delitto non viverla se ci fossero. La terra di nessuno…può essere molto meno estesa di quanto sembra, guardando dentro il nostro cuore e dentro quello di chi ci è vicino.
Grazie di cuore, Barby :*
Sacrosante parole! Ho sempre pensato che non potesse esistere la “terra di nessuno” o, quanto meno, che fosse indolore percorrerla, che fosse tipo quei percorsi-avventura per bambini, da vivere con lo spirito spensierato. Poi mi sono accorta che non era così, l’ho percorsa di ritorno da quello che era un amore e l’ho trovata simile ad un terreno coperto di ciottoli, quelli che, lì per lì, cammini e non senti nulla e poi, all’improvviso, non riesci più a camminare dal dolore.
Al solito, con il dialogo si dovrebbero appianare tutti i dubbi…eppure è il problema principale dei rapporti umani..mah! besitos!:)
Caro Stè, penso ci sia ben poco da aggiungere alle bellissime parole di Barbara, ed al tuo invito a rifletterci su. Credo che nulla sia più pericoloso del non memorizzare i confini dello spazio in cui ci è concesso muoverci. Pericoloso se al recinto fosse collegata una tensione elettrica altissima. Ma parliamo di esseri umani che, se arrivano in questa terra, vuol dire che prima hanno seminato qualcosa insieme e quindi vorrei sperare che la corrente sia stata disinnescata. Tutto questo per dire che la “Terra di nessuno” può essere più ampia o più stretta di ciò che sembra in realtà e che, qualora uno dei due interessati, non avesse ben chiaro il limite, l’altro può dargli una mano…ad esempio ripassando tali confini. Sta poi alla chiarezza, all’intelligenza ed alla voglia di scoprire e sperimentare delle persone tirare le somme. “Sarebbe un delitto non vivere una storia d’amore se ci sono i presupposti”…non ti ci vedo bene nei panni del serial killer
Un bacione a te ed uno a Barbara per l’intensità delle sue parole :**
Mai ho pensato che quel lasso di tempo che va dal “siamo amici” al “ti amo” poteva definirsi “terra di nessuno”. Io, nel mio vocabolario, la chiamo “limbo”… una sorta di isola protetta, una bolla, in cui ci si fa male ma si gioisce anche…
Bisogna avere un gran coraggio per uscire dalla ‘terra di nessuno’…e troppo spesso è comodo così, anche se non è giusto. Io sono una di quelle che ne avrebbe il terrore
Caro Stè, arrivo in ritardo (tanto per cambiare
) ma ti ringrazio infinitamente per le belle parole che sempre hai avuto nei miei confronti.
)
Tu sai a cosa mi riferivo, quando scrissi il post che hai riportato qui sopra, e sono lieta che ne abbia interpretato perfettamente il senso!
Io dico sempre: “Nel coraggio di Essere troviamo la nostra giusta via, nell’andare Oltre incontriamo il senso di tutto.”
Ci sono scogli che vanno superati, se oltre ad essi si intravede la Luce.
L’intenzione, priva di azione, rimane in contemplazione. Il traguardo che in lontananza s’intravede, sarà eterno miraggio di chi vorrebbe… ma troppo poco ci crede.
Ti abbraccio e ti ringrazio ancora moltissimo, per tutto!
Ricambio anche il bacione ricevuto da Giorgia, grazie!
@ Laura:
Non avevo pensato all’eventualità di ritrovarti nella ‘terra di nessuno’ come viaggio a ritroso di una storia vissuta, sempre che abbia capito bene il senso delle tue parole. Ma tu pensi che quella sia effettivamente quanto descritto nel post o piuttosto una sala d’attesa, per altro lasciata alla deriva? Secondo il mio modesto parere la vedrei meglio così…grazie per il commento
@ Cristi:
Con il dialogo certi dubbi dovrebbero non esistere, è vero. Ma a volte i rapporti umani rassomigliano più ad un tema d’italiano piuttosto che ad un problema matematico, dove tutto è insindacabile ed ogni passaggio può essere solo quello. E’ tutto più complesso, perché complessi siamo noi, perché non tutti hanno il coraggio di rischiare di rimanere soli, perché magari si vuole troppo bene a chi ci è di fronte. Non siamo solo generali delle SS, ci sono anche soldati semplici…
@ Giorgia:
Che te lo dico a fare? C’è chi si muove sulla ‘terra di nessuno’, girando e rigirando su se stesso, con cerchi sempre più grandi al fine di trovare il limite che circoscrive il recinto. Magari inciampa in una zolla del terreno e, per paura di oltrepassare quel limite, torna sui suoi passi. In questo caso è fondamentale che l’altra persona lo/a aiuti, magari prendendo la sua mano ed accompagnandolo/a. Si evita così la presenza dei serial killer…
Grazie Jò, un bacione a te :*
@ Francy:
Diciamo che tu hai allargato molto i confini di quella terra. ‘Ti amo’, secondo me, va oltre il limite di cui si parlava nel post e relativi commenti. Limite che è la consapevolezza di una relazione. Un’isola in cui si gioisce e ci si fa male, come dire si gioca. Ma, come ha scritto Barbara, “Il gioco è bello, finchè dura poco… e arriva sempre il momento in cui non si ha più voglia di giocare…” perché bisogna dire se il colore è bianco o nero.
@ Flavia:
Sì, bisogna avere tanto coraggio. Ma se tu non hai quanto te ne serve, c’è sempre l’altro che dovrebbe prenderti per mano ed accompagnarti fuori da quella terra…verso l’entrata o l’uscita.
@ Barbara:
Non c’era un limite di tempo e neanche un obbligo. Solo mi ha fatto piacere che hai letto il post, così come ha fatto piacere a me leggere il tuo commento. Le belle parole che sempre ho avuto nei tuoi confronti (per altro sempre ricambiate) non nascono dal nulla, e sono rivolte ad una persona che mi ha aiutato a ritrovare valori e sentimenti che si erano persi dentro di me, nei meandri della mia follia. Dopo tutto questo tempo, come avrei potuto non capire il senso delle tue parole, che trovano degna continuazione (completamento mi sembra brutto) in ciò che dici nel commento. Permettimi solo una cosa, ‘gli scogli vanno superati se oltre ad essi si intravvede la luce’…io direi che gli scogli vadano sempre superati a prescindere. Pesa troppo conviverci e forse è meglio lasciarseli alle spalle sempre e per sempre. Naturalmente è meglio se all’orizzonte appare la luce. Ma se così non fosse è giusto non abbattersi…quella luce puoi trovarla andando oltre, verso l’infinito. Magari la strada è più lunga, ma non è detto che alla meta non ci si arrivi comunque. E’ il più sincero augurio che ti faccio. E quando le cose vengono dal cuore, non c’è bisogno di nessun ringraziamento
Un abbraccio a te ed un bacione a C. :*
Generale delle ss premette una certa predisposizione a potere alzare solo un dito per ottenere quello che si vuole…quindi è il contrario di quello che intendo io. E’ innegabile che siamo complessi e meno male anche! Fossimo tutti uguali sai che noia! Ci vorrebbe solo un po’ più di voglia di comunicare, serenamente, senza avere la presunzione di sapere già tutto o senza la paura di esternare i propri sentimenti..vabbè, non si può generalizzare, ogni caso è a sè. Poi, tutti i nodi vengono al pettine, presto o tardi:) Besos!
@ Cristi:
Ovviamente il generale delle SS era una metafora per definire la persona sicura di sè, quella che sa muoversi (a suo dire) nella terra di nessuno, quella che non ha paura ad affrontare il rischio di rimanere solo, ma so che hai capito cosa intendevo. I nodi prima o poi vengono al pettine, è vero, ma bisogna anche capire che non tutti hanno gli stessi tempi e, se uno dei due protagonisti, corre più dell’altro…o lo lascia lì, o lo aiuta a raggiungerlo. Besos por ti :*
Barbara, le parole che hai scritto erano troppo toccanti per lasciarmi indifferente. E a quanto so da Stè, di perle ne hai scritte molte altre.
Il saluto che ti ho lasciato era il minimo, e la tua gentilezza nel ricambiare, testimonia che persona sei. Grazie a te