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	<title>SURREALI EMOZIONI</title>
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	<description>Quando le emozioni sono parole che nascono da un folle, ma senza falle, sobborgo cerebrale.</description>
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		<title>SURREALI EMOZIONI</title>
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		<title>TORNO SUBITO</title>
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		<pubDate>Sun, 15 Nov 2009 15:49:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Alessandrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Tempo libero]]></category>

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		<description><![CDATA[Credo che se dicessi la frase &#8220;Torno subito&#8221; si scateneranno una serie di dubbi su cosa intendessi, su dove dovrò andare, su quanto tempo starò via, sul perché; ma se al mio &#8220;Torno subito&#8221; aggiungessi &#8220;Se qualcuno non stacca la spina&#8221;, credo che chiunque passi di qui, mi giudicherà un pazzo. Ma sento di rassicurarvi, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mareblu.wordpress.com&blog=2624766&post=1728&subd=mareblu&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Credo che se dicessi la frase &#8220;Torno subito&#8221; si scateneranno una serie di dubbi su cosa intendessi, su dove dovrò andare, su quanto tempo starò via, sul perché; ma se al mio &#8220;Torno subito&#8221; aggiungessi &#8220;Se qualcuno non stacca la spina&#8221;, credo che chiunque passi di qui, mi giudicherà un pazzo. Ma sento di rassicurarvi, dicendo che non sono un folle, anche se a volte i miei discorsi non lo confermano, e vi giuro che è così. &#8220;Torno subito&#8221; è il titolo di una proposta di fiction ambientata in un letto di ospedale, e che vede come protagonista un individuo in coma. Una sorta di Camera Cafè con il malato nel ruolo della macchinetta delle bibite che vede e sente tutto quello che avviene attorno a lui, ed i parenti e gli amici nelle vesti degli impiegati della ditta; da qui il sottotitolo &#8220;Se qualcuno non stacca la spina&#8221;.<br />
 <br />
Ho parlato di proposta di fiction perché, ad oggi, non essendo stato ancora trovato un acquirente, è stato realizzato solamente il pilot, prodotto da Mediafilm e diretto da Maurizio Sangalli, partendo da un soggetto originale il cui autore è, almeno per il momento, anonimo. La vicenda si sviluppa attorno ad Umberto, ricco industriale che si ritrova in coma nel letto di una clinica privata; parenti ed amici non sanno che lui riesce a sentire tutto quello che viene detto al proprio capezzale, arrivando a scoprire così i veri pensieri di coloro che gli sono stati vicini. Dalla moglie Rossana Pirovano ai figli Alessandro Betti, Alessandro Sampaoli e Giorgia Surina, fino all’immancabile amante Cinzia Molena, tutti spendono parole di circostanza in presenza di estranei, per poi lasciarsi andare alle più intime confidenze quando si ritrovano soli con il moribondo.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://digilander.libero.it/matrix_1963/SUR.jpg" alt="" width="474" height="402" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Un bellissimo primo piano di una sorridente Gorgia Surina, la più famosa tra i protagonisti della fiction &#8220;Torno subito &#8211; Se qualcuno non stacca la spina&#8221;.</em></p>
<p style="text-align:justify;">La storia è molto divertente e mescola sapientemente cinismo e comicità a cui manca solamente un committente. Rai e Mediaset potrebbero richiedere una versione addomesticata, mentre se si facesse avanti Sky, la messa in onda potrebbe avvenire con tutto il suo carico creativo, grottesco e intriso di black comedy. In fondo, ciò che emerge in modo lampante leggendo la sceneggiatura, è il fatto che non si ride del coma, ma se ne prende lo spunto per sviluppare le vicende. Lo stato comatoso è dentro ognuno di noi, ed è semmai grottesco il fatto che ti permette di vedere il mondo così com’è, con persone attorno che ti nascondono la verità. La realtà diventa più nitida quando la si osserva da un letto d’ospedale, bloccati in quella sorta di limbo che separa il corpo dall’anima.<br />
 <br />
E’ inutile nascondere che l’argomento è di quelli che scottano, soprattutto dopo il caso di Eluana Englaro, della successiva polemica politica relativa alla stesura di una legge di fine vita che divide cattolici e laici. Ma non carichiamo di troppe responsabilità una fiction che in fondo si rifà ai classici ambientati in ospedale, come ER o Dr. House, e richiama il macabro umorismo di Six Feet Under. Io spero solamente che la fiction arrivi in tv, in quanto lo ritengo un prodotto davvero interessante e al di fuori dai soliti banali schemi.</p>
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		<title>SIGNORI SI NASCE</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 16:43:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Alessandrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rapporti umani]]></category>

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		<description><![CDATA[Molto spesso capita di incontrare persone normalissime che si atteggiano a dive, concetto che ho voluto trasmettere con il post precedente; più raramente capita l’opposto. E cioè che persone famose si comportano come noi, dimostrando che l’umiltà è un valore fondamentale nei rapporti interpersonali. Questa piacevole situazione è ciò che mi è successo proprio in [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mareblu.wordpress.com&blog=2624766&post=1726&subd=mareblu&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Molto spesso capita di incontrare persone normalissime che si atteggiano a dive, concetto che ho voluto trasmettere con il post precedente; più raramente capita l’opposto. E cioè che persone famose si comportano come noi, dimostrando che l’umiltà è un valore fondamentale nei rapporti interpersonali. Questa piacevole situazione è ciò che mi è successo proprio in questi giorni.</p>
<p style="text-align:justify;">Poco tempo fa ho scritto fa una <a href="http://mareblu.wordpress.com/2009/10/30/kay-rush-unlimited-8/" target="_blank">recensione</a> sull’ultima pubblicazione discografica di Kay Rush, esprimendo, come mio solito, le emozioni che l’ascolto di un disco provoca in me. Anche se le mie parole sono state molto positive, considerando i mille impegni ed interessi di Kay, non pensavo che mi dedicasse uno spazio nel suo <a href="http://rushhour.blogosfere.it/2009/11/recensione-bellissimo-su-unlimited-grazie-stefano.html" target="_blank">blog</a>.</p>
<p style="text-align:justify;">Più volte ho constatato la grande correttezza e sensibilità di questa bravissima artista che ammiro da oltre 25 anni, ma questo episodio è stato l’ulteriore conferma che &#8217;signori si nasce&#8217;. Grazie Kay, grazie di cuore.</p>
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		<title>NARCISO</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 11:21:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Alessandrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo la mitologia greca, Narciso era un bellissimo giovane che, tutti i giorni, era solito andare a contemplare la propria bellezza in un lago. Era talmente affascinato da se stesso da sembrare sprezzante del pericolo, ed in una di queste auto esaltazioni della sua bellezza, scivolò e morì annegato. E proprio nel punto in cui [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mareblu.wordpress.com&blog=2624766&post=1721&subd=mareblu&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Secondo la mitologia greca, Narciso era un bellissimo giovane che, tutti i giorni, era solito andare a contemplare la propria bellezza in un lago. Era talmente affascinato da se stesso da sembrare sprezzante del pericolo, ed in una di queste auto esaltazioni della sua bellezza, scivolò e morì annegato. E proprio nel punto in cui cadde, nacque un fiore, a cui venne dato lo stesso nome del giovane. Nello stesso giorno in cui Narciso morì, al lago accorsero le Driadi, le ninfe del bosco, e videro che, come vittima di un incantesimo, il lago si trasformò da una pozza d’acqua dolce in una brocca di lacrime salate.</p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Perché piangi?&#8221; domandarono le Driadi.<br />
&#8220;Piango per Narciso&#8221; disse il lago.<br />
&#8220;Non mi stupisce che tu pianga per Narciso&#8221; soggiunsero. &#8220;Infatti, mentre noi tutte lo abbiamo sempre rincorso per il bosco, tu eri l’unico ad avere la possibilità di contemplare da vicino la sua bellezza&#8221;.<br />
&#8220;Ma Narciso era bello?&#8221; domandò il lago.<br />
&#8220;Chi altri meglio di te potrebbe saperlo?&#8221; risposero, sorprese, le Driadi. &#8220;In fin di conti era sulle tue sponde che Narciso si sporgeva tutti i giorni&#8221;.<br />
Il lago rimase per un po’ in silenzio. Infine disse: &#8220;Io piango per Narciso, ma non mi ero mai accorto che fosse bello. Piango per Narciso perché, tutte le volte che lui si sdraiava sulle mie sponde, io potevo vedere riflessa nel fondo dei suoi occhi, la mia bellezza&#8221;.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://digilander.libero.it/matrix_1963/EchoNarciso.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:justify;">A volte siamo un po’ narcisisti e ci crediamo di essere bellissimi o degli strafighi. Ma non dimentichiamo mai che c’è sempre qualcuno che è più bello di noi&#8230;o almeno che si ritiene tale.</p>
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		<title>CARNALITA&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 17:34:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Alessandrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Ora capisco che un letto così non c’era mai stato. L’ho capito grazie a tutto l’Amore che abbiamo versato sulle lenzuola, con la mente sgombra, piena di niente. Di quegli attimi, di quegli istanti, solo i nostri muscoli che si contraggono piano, la nostra voglia di ridere con le lacrime agli occhi e il desiderio [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mareblu.wordpress.com&blog=2624766&post=1716&subd=mareblu&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Ora capisco che un letto così non c’era mai stato. L’ho capito grazie a tutto l’Amore che abbiamo versato sulle lenzuola, con la mente sgombra, piena di niente. Di quegli attimi, di quegli istanti, solo i nostri muscoli che si contraggono piano, la nostra voglia di ridere con le lacrime agli occhi e il desiderio grande di pace e sonno.</p>
<p>Solo dopo essere stata per la prima volta a questo banchetto, saprai che è vero, che l’Amore ed il Sesso sono insieme il piatto forte. Solo allora saprai che niente è più feroce dell’uomo che ami dentro di te, ma anche che niente è più candido. Che l’Amore è la motivazione, il Sesso l’eccellenza.</p>
<p>Amore e Sesso, insieme, sono una grazia che vale la pena prendersi appena passa davanti, indipendentemente da qualunque saranno le conseguenze.</p>
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		<title>IL MURO</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 07:21:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Alessandrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono passati esattamente 20 anni da quel 9 novembre 1989, in cui avvenne uno degli eventi che segnarono la recente storia mondiale: la caduta del &#8216;Muro di Berlino&#8217;. Non so perché, visto che non esiste nessun collegamento tra di loro, ma ho sempre legato la parola &#8216;muro&#8217; a due vicende universalmente note; la prima, come già [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mareblu.wordpress.com&blog=2624766&post=1700&subd=mareblu&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Sono passati esattamente 20 anni da quel 9 novembre 1989, in cui avvenne uno degli eventi che segnarono la recente storia mondiale: la caduta del &#8216;Muro di Berlino&#8217;. Non so perché, visto che non esiste nessun collegamento tra di loro, ma ho sempre legato la parola &#8216;muro&#8217; a due vicende universalmente note; la prima, come già detto, riguarda il muro di Berlino, mentre la seconda è riferita a &#8220;The Wall&#8221;, l’opera rock dei Pink Floyd, pubblicata dieci anni prima e di cui si celebra quest’anno il 30ennale della sua pubblicazione. Ma anche se le due vicende sono totalmente estranee tra loro, non si possono non trovare punti di contatto. Un esempio su tutti, il mega concerto tenuto nella città tedesca pochi anni dopo la caduta del muro, rappresentante il lavoro dei Pink Floyd, ed organizzato da Roger Waters, autore di quel capolavoro.<br />
 <br />
&#8220;The Wall&#8221; narra la storia di Pink (ed è inevitabile vederci una sorta di autobiografica di Waters stesso) che tende a chiudersi dentro un muro psicologico, per proteggersi dal soffocamento del mondo esterno, provato dai drammi della vita. Drammi che si chiamano guerra, scuola disumanizzante, iper protezione  della madre, alienazione di una vita da rockstar, divorzio, tutti aspetti che inesorabilmente lo trascinano verso la follia. Con il passare del tempo, il muro tende a chiudersi per la gioia di Pink, che cerca di proteggersi così da ogni dolore. Ma resta sempre più solo, verso la condanna dell’isolamento. L’unica soluzione è analizzarsi, arrivando al concetto che forse è meglio abbattere il muro, eliminando le proprie difese, ed esponendosi, nudo, ai propri simili. Del disco, ancora oggi vendutissimo, venne poi tratto un film che vide protagonista, nel ruolo di Pink, un allora sconosciuto Bob Geldof.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://digilander.libero.it/matrix_1963/MURO.jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>9 Novembre 1989 &#8211; La caduta del muro di Berlino<br />
</em></p>
<p style="text-align:justify;">Il muro di Berlino, invece, venne eretto dal regime comunista della Germania Est, e separò per tantissimi anni la parte Ovest della città dalla Est. Fu preso come simbolo della Cortina di ferro, tanto che nel corso della sua esistenza, fu causa di circa 200 morti, uccisi dalle guardie mentre tentavano di scappare dall’Est verso l’Ovest. Verso la fine degli anni 80 aleggiava nell’aria un  vento di cambiamento, partito dalla vicina Ungheria ed in breve diffuso alla vicina Germania. Il 9 novembre, in pieno fermento pubblico, il Governo della Germania Est annunciò la concessione di permessi per le visite a Berlino Ovest. Un annuncio che provocò una tale eccitazione nella popolazione, al punto che molti cittadini si riversarono nelle strade, si arrampicarono sul muro, arrivando a scavalcarlo, sotto l’occhio stupito delle guardie che non sapevano cosa fare, che non volevano rovinare quel clima festoso che si era generato.<br />
 <br />
La vicenda relativa alla caduta del muro di Berlino ebbe un forte impatto emotivo, sociale e culturale, non solo sui berlinesi o sui tedeschi, ma anche in tutto il resto del mondo. Al momento della sua erezione separò, apparentemente per sempre, famiglie e amicizie, lasciando entrambe le metà della città, dopo l&#8217;incredulità iniziale, nello sconforto e nella disperazione. Un po’ quello che accadde nel viaggio verso l’isolamento di Pink nel disco &#8220;The Wall&#8221;. Questo aspetto sociale, riportato al singolo, è l’unione che vedo io tra le due vicende. Ma la mia mente spesso è influenzata dalle allucinazioni, anche se non potrò mai raggiungere la follia di Waters, autore di questi versi:</p>
<p style="text-align:justify;">Soli, o a coppie<br />
Quelli che davvero ti amano<br />
Camminano su e giù fuori dal muro<br />
Qualcuno mano nella mano<br />
Qualcuno si riunisce in band<br />
I cuori sanguinanti e gli artisti<br />
Fanno la loro comparsa<br />
E quando hanno dato tutto ciò che potevano<br />
Alcuni barcollano e cadono<br />
Dopo tutto non è facile<br />
Sbattere il tuo cuore contro un muro di pazzi.</p>
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		<title>MTV EUROPE MUSIC AWARD</title>
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		<pubDate>Fri, 06 Nov 2009 17:22:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Alessandrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando ci sono le manifestazioni &#8217;serie&#8217; in cui si determinano dei vincitori, relativamente a quanto proposto nel corso di un determinato periodo, cresce in me la curiosità di capire se i miei gusti, i miei winners siano allineati a quelli scelti dalle varie giurie o dal pubblico. Ho parlato, non a caso, di manifestazioni serie [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mareblu.wordpress.com&blog=2624766&post=1693&subd=mareblu&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">Quando ci sono le manifestazioni &#8217;serie&#8217; in cui si determinano dei vincitori, relativamente a quanto proposto nel corso di un determinato periodo, cresce in me la curiosità di capire se i miei gusti, i miei winners siano allineati a quelli scelti dalle varie giurie o dal pubblico. Ho parlato, non a caso, di manifestazioni serie perché non vorrei porre sullo stesso piano eventi mondiali come gli Oscar, la Palma d’oro di Cannes, l’Orso d&#8217;oro di Berlino, i Grammy Awards con le sagre nazional popolari dei Telegatti, o dei premi stile giardini Naxos con annesso Daniele Piombi. Per quanto riguarda la musica, esiste questo avvenimento serio (almeno per me) e risponde al nome di MTV Europe Music Awards.</p>
<p style="text-align:justify;">L’EMA, come viene abbreviata la manifestazione, è un evento organizzato dall’emittente monotematica MTV Networks Europe, che premia gli artisti ed i lavori più popolari in Europa. Nati come alternativa agli americani MTV Video Music Awards, la versione europea vide la luce nel 1994 ed è divenuta negli anni un appuntamento fisso del settore. L’edizione di quest’anno si è svolta ieri sera nell’O2 World di Berlino (di fronte alla porta di Brandeburgo) ed è stata trasmessa in diretta da MTV. Evento clou della serata è stato il concerto degli U2, solo in parte riproposto durante la diretta televisiva, e conclusosi con il duetto in &#8220;Sunday bloody sunday&#8221; tra la band irlandese e Jay-Z. </p>
<p style="text-align:justify;">Come in tutte queste manifestazioni non mancano però le polemiche, che stavolta riguardano la recinzione di delimitazione dell’area ospitante il pubblico, definita dai presenti un nuovo muro. Entrando in merito alle premiazioni, particolarmente deluse Lady Gaga, che su 5 nomination, ha vinto solo il premio come &#8216;Rivelazione dell’anno&#8217;  e Shakira, che non ha ricevuto riconoscimenti, pur essendo in lizza in due categorie per &#8216;She Wolf&#8217;. Tra i vincitori della serata anche gli U2 come &#8216;Miglior esibizione live&#8217;, i Tokyo Hotel come &#8216;Miglior gruppo&#8217;, Eminem come &#8216;Artista maschile&#8217; ed i Green Day come &#8216;Artista rock&#8217;, protagonisti della bellissima esibizione live di apertura. Ma gli EMA 2009 saranno ricordati per il trionfo di una stupenda Beyonce.</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mareblu.wordpress.com/2009/11/06/mtv-europe-music-award/"><img src="http://img.youtube.com/vi/kwZxELF-fVg/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:center;"><em>La memorabile performance Live con cui Beyonce ha entusiasmato i 10.000 presenti alla serata degli MTV Europe Music Award 2009 di Berlino.</em></p>
<p style="text-align:justify;">A lei infatti sono andati i tre premi più ambiti, visto che ha vinto le categorie di &#8216;Miglior artista femminile&#8217;, &#8216;Miglior video&#8217; (per &#8220;Single Ladies&#8221;) e &#8216;Miglior canzone&#8217; (per &#8220;Halo&#8221;), e non posso non essere d’accordo. Il suo ultimo lavoro discografico infatti, intitolato &#8220;I am&#8230;Sasha Fierce&#8221; è quanto di meglio sia stato pubblicato quest’anno in campo musicale. Due CD, uno prettamente easy, in cui spiccano la già citata &#8220;Halo&#8221; e &#8220;If I were a boy&#8221; ed uno più ritmato, da dove provengono l’altro award &#8220;Single Ladies&#8221;  e &#8221;Sweet dreams&#8221;. Ed è stata proprio la performance di quest’ultimo brano che ha letteralmente lasciato con il fiato sospeso i 10.000 ragazzi intervenuti per l’evento. Beyonce si è presentata sul palco in un completino intimo rosso, e la sua esibizione si è trasformata in un mix di classe, fascino, professionalità, sensualità, bellezza, potenza vocale e raffinatezza. Qualità che non si vedevano da anni su un palcoscenico.</p>
<p style="text-align:justify;">La serata di Berlino è stata una tappa del tour mondiale che l’ex leader delle Destiny’s Child sta affrontando. Da parte mia posso solo aggiungere che, una volta preso l’aperitivo, credo sia impossibile non avere la voglia di andare poi a cena. Anche se questa cena si terrà sabato 14 novembre, a Londra.</p>
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		<title>LE DONNE LO SANNO</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Nov 2009 11:31:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Alessandrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Rapporti umani]]></category>

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		<description><![CDATA[C’è una canzone di Ligabue che si intitola &#8220;Le donne lo sanno&#8221; e, parafrasando il titolo, mi verrebbe da dire che &#8220;Le donne lo fanno&#8221;. Fanno ciò che gli uomini vorrebbero, ma che per un motivo o per un altro, arrivano sempre dopo di loro. Parto da questa premessa per parlare di una storia spiritosa e [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mareblu.wordpress.com&blog=2624766&post=1687&subd=mareblu&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">C’è una canzone di Ligabue che si intitola &#8220;Le donne lo sanno&#8221; e, parafrasando il titolo, mi verrebbe da dire che &#8220;Le donne lo fanno&#8221;. Fanno ciò che gli uomini vorrebbero, ma che per un motivo o per un altro, arrivano sempre dopo di loro. Parto da questa premessa per parlare di una storia spiritosa e simpatica. Una vicenda nata in modo triste ma sviluppatasi poi con molto piacere.</p>
<p style="text-align:justify;">Alex e Jenny avevano in programma di passare un week end insieme, tre giorni tutti per loro, da vivere isolandosi dal mondo. Ma purtroppo, come spesso accade, tra il dire ed il fare c’è di mezzo il mare, ed ecco che Jenny non può; il lavoro la chiama e la domenica mattina il dovere la porta fuori confine. Si scusa, delusa di non poter trascorrere tutto il tempo concordato con il suo uomo che, malinconicamente, è costretto ad accettare la cosa. Un giorno in meno del previsto, un sabato vissuto con il pensiero della partenza di lei, la promessa che è solo per poco. Ma intanto, adesso, lei deve andare.</p>
<p style="text-align:justify;">Passa di tutto nella mente di Alex, capisce Jenny, sa quanto ami il lavoro e quanto vorrebbe stare vicino a lui. Non infierisce su di lei, non la fa sentire in colpa, anzi, cerca una soluzione carina che possa sorprenderla, che possa lasciarla a bocca aperta. Pensa di volare da lei, farle una sorpresa, ma non conosce bene gli orari e soprattutto ha il suo lavoro, da cui spesso si è allontanato recentemente. Se sorpresa deve essere, sorpresa sarà alla prossima occasione, lo giura a se stesso. Ma stavolta non gli è possibile.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://digilander.libero.it/matrix_1963/red_shoes.gif" alt="" /></p>
<p style="text-align:justify;">L’appuntamento è per il sabato successivo, nella casa al mare di Alex. Lui sarà lì da venerdì pomeriggio, visto che ha alcuni progetti da portare avanti e concludere. Lo anticipa a lei per telefono, mentre Jenny lo saluta promettendo di rifarsi viva appena saprà con certezza quale volo di ritorno prenderà. Il venerdì Alex esce dal lavoro alla solita ora e si mette in macchina, senza fretta. In un paio d’ore è a casa, in quella casa dove si prepara ad una serata tranquilla. Ma i buoni propositi di Alex ben presto saltano. Mentre parcheggia sotto casa, non si accorge che una figura lo osserva dalla finestra, lo osserva aprire il cancello che porta alle scale. </p>
<p style="text-align:justify;">Alex apre la porta, nota particolari anomali, non è chiusa a chiave e l’ambiente è troppo caldo. Si guarda attorno, ed osserva sul tavolinetto davanti al divano, due calici di vino rosso. Alzando leggermente lo sguardo scorge in penombra la sagoma di Jenny, seduta con le lunghe gambe accavallate, e vestita di un paio di scarpe tacco 18. Lei si alza in piedi, prende in mano i due calici, si avvicina ad Alex e porgendogliene uno gli sussurra: &#8220;Bentornato amore. Ti va di brindare al mio ritorno&#8221;?  Alex non ha parole, sorpreso dal gesto, ma estasiato. Aveva pensato di fare una sorpresa a Jenny senza portare a termine il suo proposito, Lei invece sì. Una volta sicura che lui sarebbe stato a casa dal venerdì, ha preso l’aereo il giorno prima e l’ha stupito. Piacevolmente stupito. Era bellissima in quella penombra generata dalla luce dei lampioni, bella come non l’aveva mai vista, e se non averla un giorno in più il precedente week end era il prezzo da pagare per quanto gli stava accadendo, era felice di come erano andate le cose. Le donne sanno sempre come portare un uomo in Paradiso e, qualche volta, spesso, lo fanno anche.</p>
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		<title>NOTTE DI HALLOWEEN</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Nov 2009 18:08:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Alessandrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Riflessioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;La notte del 31 ottobre un bambino di nome Max organizzò una festa di Halloween. Si stava facendo mezzanotte. I bambini tornarono a casa meno uno. Tranne Max. Voleva levare le decorazioni ma non ci riuscì, non ce la faceva. Si sentiva stanco, appesantito. Ad un tratto gli parve che il mondo si fermasse, che [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mareblu.wordpress.com&blog=2624766&post=1679&subd=mareblu&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">&#8220;La notte del 31 ottobre un bambino di nome Max organizzò una festa di Halloween. Si stava facendo mezzanotte. I bambini tornarono a casa meno uno. Tranne Max. Voleva levare le decorazioni ma non ci riuscì, non ce la faceva. Si sentiva stanco, appesantito. Ad un tratto gli parve che il mondo si fermasse, che rallentasse il tempo. Pensava di cadere in un oscuro vuoto, senza più uscirne. All’improvviso si addormentò profondamente. Non aveva finito di entrare nel mondo degli incubi perché qualcuno lo svegliò. Qualcuno si muove, forse era un’ombra. Forse non un essere umano. Aveva il fiato in gola. Non riusciva ad aprire gli occhi per vedere chi fosse. Poi di nuovo qualcuno si mosse. Qualcuno abitava quel luogo isolato. Qualcuno era insieme a Max. Lui aprì di scatto gli occhi. Nell’ombra brillavano due pupille sanguinanti. Si muovevano verso di lui. Nell’ombra solo Max, i due occhi e la paura terrificante. All’improvviso una luce si accese. Le ore si fermarono. Il tempo passava ma lui non si accorgeva. Max vide che teneva un coltello, l’ombra teneva un coltello rosso fuoco. Aveva la carnagione bianca ma&#8230;non era carnagione. Erano ossa. La luce rifletteva il mostro&#8230;uno scheletro! In quella stanza le ossa dello scheletro si stavano avvicinando. Max sudava, si sentiva morire, era in preda al panico. Il teschio alzò il braccio. Con l’altro tenne la spalla di Max. Si stava avvicinando il momento della fine. Piano lo scheletro mise il coltello sul collo di Max. Lo avanzò e&#8230;Max era solo un ricordo. Ormai non esisteva più. Non era più niente: lo scheletro gli aveva tagliato la testa. L’aveva fatto per vendicarsi di chi l’aveva fatto a lui. Di chi gli aveva spezzato l’anima&#8221;.    <strong>- <em>Laura A. -</em></strong></p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://digilander.libero.it/matrix_1963/HALLOW.JPG" alt="" width="261" height="475" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>Un simpatico primo piano di Laura, autrice del testo del post, e vestita da strega in occasione della festa di Halloween.</em></p>
<p style="text-align:justify;">Questa storia non l’ho scritta io, ma è un lavoro fatto da una bambina di quarta elementare, a cui è stato dato l’input di provare a scrivere un racconto del terrore. Quando me lo ha letto sono rimasto letteralmente senza parole, sia per la fantasia, che per l’attenzione nella descrizione dei particolari. Ma si sa, un papà non è in grado di esprimere un giudizio obiettivo quando si tratta di giudicare la propria figlia, essendo di parte. Per questo non sto qui ad elogiare nessuno, visto che il mio parere glielo ho detto a quattro occhi, ma semplicemente ho voluto postare qualcosa di diverso dalle solite riflessioni di una mente folle, un qualcosa di diverso dalle proposte artistiche su dischi e libri. </p>
<p style="text-align:justify;">Laura ha sempre amato leggere sin da quando era piccolina e, a detta della sua maestra, il risultato si evidenzia nei suoi temi, pieni di particolari, come se la sua mente fosse abituata a memorizzare aspetti di paesaggi e persone. Il senso del post è soprattutto questo, e cioè ribadire ed evidenziare l’importanza di leggere libri, che ti porta ad una totale padronanza della lingua. Lascio ad ognuno la possibilità di commentare, giudicare e criticare, ma non prima di aver focalizzato due aspetti che hanno reso diverso il lavoro di mia figlia rispetto a quello delle altre alunne: la mancanza del lieto fine nella storia, e la frase conclusiva, una vera e propria riflessione degna di una persona adulta.</p>
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		<title>TRA ARTE E LUCIDA FOLLIA</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Nov 2009 17:14:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Alessandrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Attualità]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenare tempesta&#8221;. Queste parole sono tratte da una famosa poesia di Alda Merini, una delle più grandi poetesse italiane del 900, morta ieri pomeriggio nel reparto di oncologia dell’ospedale San Paolo di Milano, a causa di un tumore osseo. [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mareblu.wordpress.com&blog=2624766&post=1676&subd=mareblu&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">&#8220;Sono nata il ventuno a primavera ma non sapevo che nascere folle, aprire le zolle potesse scatenare tempesta&#8221;. Queste parole sono tratte da una famosa poesia di Alda Merini, una delle più grandi poetesse italiane del 900, morta ieri pomeriggio nel reparto di oncologia dell’ospedale San Paolo di Milano, a causa di un tumore osseo. Reparto dal quale si è alzato un ringraziamento da parte di tutti i sanitari, per il ricordo lasciato, grazie all’atteggiamento ed alla sensibilità dimostrata dall’artista, in un momento di profondo disagio fisico e psicologico. </p>
<p style="text-align:justify;">Ho sempre amato la poesia, ed ho sempre notato con dispiacere che i libri che rappresentano questa nobile forma d’arte non vengono quasi mai proposti né pubblicizzati, ed i loro autori rimangono nell’anonimato. Ma una piccola soddisfazione la ottenni alcuni mesi fa, entrando in una libreria milanese, e scoprendo che c’era un libro di poesie al 29° posto nella classifica dei 50 più venduti. Quel libro era proprio di Alda Merini, la mia poetessa contemporanea preferita. Ciò che mi accomuna a questa scrittrice, è tutto nella definizione che fu data della sua vita, &#8220;Un’esistenza tra arte e lucida follia&#8221;, mentre a me era stato detto che vivo un equilibrio sopra la follia. Non so voi, ma  io vedo molte analogie nelle due definizioni.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://digilander.libero.it/matrix_1963/Alda_Merini.jpg" alt="" width="400" height="275" /></p>
<p style="text-align:justify;">Nata da una famiglia di origini umili, Alda comincia a scrivere poesie in età adolescenziale, mostrando sin da subito una poetica fatta di ardente visionarietà, ma al tempo stesso sommessa ed inquieta. Un modo di vedere e vivere la sua esistenza in modo passionale, che la portò ad affermare che &#8220;Più bella della poesia è stata la mia vita&#8221;. Una vita per certi aspetti drammatica, fatta di soggiorni ripetuti all’ospedale psichiatrico Paolo Pini, intervallati da ritorni a casa, e dalla cui esperienza nacquero testi che furono pubblicati ne &#8220;La terra santa&#8221; del 1984. Verso la metà degli anni 80, in coincidenza con il ritorno a Milano, Alda ritrova la serenità che aveva perso nel decennio precedente, ricomincia a scrivere e pubblicare poesie e racconti, con ritrovata creatività. Serenità ritrovata anche grazie al successo televisivo (era spesso ospite di Costanzo) ed al vitalizio della legge Bacchelli.</p>
<p style="text-align:justify;">Un’artista dalla immensa vena e dalla grande follia, che dell’amore causa del primo ricovero scrisse: &#8220;Fu il mio primo amore, fu grande amore. Era timidissimo, con la paura di amare. Non era un conquistatore ed io ogni tanto, gli davo qualche sberla..&#8221; mentre la vita schiaffeggiava lei. Poi arrivò Salvatore Quasimodo, a cui dedicò alcune poesie erotiche, vennero due mariti e quattro figli, il silenzio e l’emarginazione. Alda Merini viveva in una casa di due stanze al secondo piano sui Navigli, piene di ogni cosa e con parecchi gatti, in condizioni igieniche alquanto discutibili. Ma loro, questi grandi artisti, si sa che sono fatti così, originali nella loro stravaganza.</p>
<p style="text-align:justify;">Lascio qui il mio modesto saluto ad una grandissima del nostro tempo, con una sua eloquente frase: &#8220;Non cercate di prendere i poeti perché vi scapperanno tra le dita&#8221;.</p>
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		<title>KAY RUSH: UNLIMITED 8</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Oct 2009 09:44:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Alessandrini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[La scorsa estate, su questo sito, trovò spazio la recensione di quello che considero, ad oggi, uno dei più bei libri letti quest’anno: &#8220;Il seme del desiderio&#8220;, scritto da quell’artista polivalente che risponde al nome di Kay Rush. La ragazza, nata a Milwaukee, da padre svizzero-tedesco-statunitense e madre giapponese, vive ormai stabilmente in Europa da anni, [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=mareblu.wordpress.com&blog=2624766&post=1669&subd=mareblu&ref=&feed=1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class='snap_preview'><br /><p style="text-align:justify;">La scorsa estate, su questo sito, trovò spazio la recensione di quello che considero, ad oggi, uno dei più bei libri letti quest’anno: &#8220;<a href="http://mareblu.wordpress.com/2009/07/24/il-seme-del-desiderio/" target="_blank">Il seme del desiderio</a>&#8220;, scritto da quell’artista polivalente che risponde al nome di <a href="http://www.kayrush.net/" target="_blank">Kay Rush</a>. La ragazza, nata a Milwaukee, da padre svizzero-tedesco-statunitense e madre giapponese, vive ormai stabilmente in Europa da anni, dividendosi tra Italia e Francia e specializzandosi in una serie di attività artistiche tra le più disparate. Ma parlando di Kay, credo sia inevitabile il collegamento alla sua prima importante apparizione televisiva nel nostro paese; era il 1984 e nasceva DeeJay Television, primo programma a trasmettere video musicali con impostazione commerciale (prima di lei ci aveva provato Carlo Massarini con Mister Fantasy), in cui Kay si occupava di tutte le interviste. A quei tempi lavoravo anch’io in radio e rimasi colpito da tanta professionalità e preparazione, doti fino ad allora sconosciute.</p>
<p style="text-align:justify;">L’occasione per tornare a parlare di Lei mi è stata data dalla presentazione della sua compilation, intitolata &#8220;Unlimited VIII&#8221;, che si è tenuta al Living di Milano lo scorso 14 ottobre, presentazione che ha anticipato l’uscita del CD, avvenuta due giorni dopo. La prima cosa che colpisce, appena hai tra le mani la pubblicazione di Kay, è la cura con cui si presenta ogni particolare, a partire dalla confezione. La custodia del doppio CD, infatti, è in cartone rigido, quasi un cofanetto dallo styling molto curato, con le bellissime immagini di Kay, fotografata da <a href="http://www.erikabanchio.com/" target="_blank">Erika Banchio</a> e vestita Missoni. Particolarmente raffinati anche il libretto interno e la stampa sui dischi. Un modo di presentare un lavoro che è un calcio alla crisi della discografia; se troviamo artisti che curano così attentamente le proprie pubblicazioni, molto probabilmente saremo più invogliati ad acquistare un originale, piuttosto che scaricare brani da Internet.</p>
<p style="text-align:center;"><img class="aligncenter" src="http://digilander.libero.it/matrix_1963/KAY.jpg" alt="" width="355" height="463" /></p>
<p style="text-align:center;"><em>La locandina &#8211; invito alla presentazione, nonchè copertina di &#8220;Unlimited VIII&#8221;, nuovo lavoro discografico di Kay Rush.</em></p>
<p style="text-align:justify;">&#8220;Unlimited VIII&#8221; è composto da due CD, per un totale di 28 tracce, rigorosamente di genere soul e deep house. Il CD &#8220;K&#8221; è un po’ più easy, da ascoltare con la necessità di lasciarsi trasportare in una atmosfera particolare e suggestiva, mentre il CD &#8220;R&#8221; è un po’ più movimentato. Nel complesso, rispetto alle precedenti produzioni di Kay Rush, la VIII è forse la compilation più romantica, con sonorità più soft rispetto al passato e, proprio per questo motivo, vedo il  lavoro appena uscito, particolarmente indicato per chi non essendo del settore, avrebbe piacere ad entrare nel mondo della Deep House.</p>
<p style="text-align:justify;">Ma cos&#8217;è questo genere musicale e da dove trova origine? Per chi non sapesse nulla della Deep House, posso dire che vide la luce quando il sound della Chicago House si fuse con la Garage house newyorkese, dando vita ad un nuovo ed originale suono che influenzò lo stile di partenza. A Chicago, verso la metà dei favolosi anni 80, lo stile House si è evoluto con sonorità più lente, incorporando in se influenze tipicamente jazz. Il profondo suono del basso che caratterizza la struttura musicale, dà il nome al prefisso &#8216;Deep&#8217;. Oltre al basso, il suond Deep House è il risultato di sintetizzatori, drum machine, sequencer e tastiere, sviluppandosi da standard soul e soprattutto jazz. Una miscela che trasmette un ritmo rilassato dai suoni raffinati, particolarmente adatto, e per questo utilizzato, nelle sfilate di moda.</p>
<p><span style="text-align:center; display: block;"><a href="http://mareblu.wordpress.com/2009/10/30/kay-rush-unlimited-8/"><img src="http://img.youtube.com/vi/5PBGbLl27fE/2.jpg" alt="" /></a></span></p>
<p style="text-align:center;"><em>Il video intervista a Kay Rush, in occasione della serata del 14 ottobre al Living di Milano, dove ha presentato la sua ultima compilation &#8220;Unlimited VIII&#8221;</em></p>
<p style="text-align:justify;">Un disco a mio modo di vedere favoloso, davvero raffinato in tutti gli aspetti, e dal calore che solo certe sonorità sanno trasmettere. Dall’iniziale &#8220;Kings of groove&#8221; un brano da ascoltare abbracciato alla persona amata, sorseggiando un buon bicchiere di vino, fino alla traccia conclusiva, quel &#8220;Can you feel it&#8221;, vera track storica del genere, il CD è tutto un susseguirsi di emozioni allo stato puro, le emozioni di un linguaggio artistico universale, che ci porta in un virtuale viaggio verso società, usi e costumi diversi dai nostri. Per fortuna che ogni tanto c’è la voce di Kay ad aprirci per un momento gli occhi per ricordarci che siamo vivi.</p>
<p style="text-align:justify;">Un grazie speciale alla mia amica Kay, semplicemente per avermi regalato un’altra grande emozione, che desidero condividere con chi ama la vera musica.</p>
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			<media:title type="html">Stefano A.</media:title>
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